La leggenda del quadretto e del pastore
Secondo la tradizione popolare, il santuario è legato a una leggenda. Si racconta infatti che, una sera, un pastore, tornando al paese dopo aver pascolato il gregge in montagna, trovò tra i cespugli, in località Passoscio, un quadretto raffigurante la scena dell’Annunciazione.
Il quadro venne portato presso la chiesa di Sant’Antonio, allora ancora integra, situata lungo la stessa mulattiera. Il giorno seguente, però, l’immagine scomparve e fu ritrovata nuovamente a Passoscio. Il pastore, stupito, la riportò alla chiesa, ma quando per la terza volta consecutiva il quadretto venne rinvenuto nello stesso luogo del primo ritrovamento, si interpretò l’evento come un segno: la Vergine desiderava essere onorata sul monte.
Si decise così di consacrare quel luogo con la costruzione di una cappella, destinata ad accogliere l’immagine ritenuta miracolosa.
Come spesso accade, la leggenda custodisce un fondamento storico. Risale infatti al XV secolo la notizia dell’esistenza di una chiesetta campestre in questo punto, situata lungo un’importante via di comunicazione che collegava Pigna, e quindi l’alta Val Nervia, con la zona di Saorge, allora appartenente al Ducato di Savoia.
Nel XVII secolo la chiesa fu ristrutturata e ampliata, con la costruzione dell’annesso convento, assumendo l’aspetto dell’attuale santuario. Gli ex voto qui conservati, circa una sessantina, risalgono in gran parte alla fine dell’Ottocento, sebbene siano presenti anche esemplari più antichi, databili alla prima metà del XIX secolo.
Testo a cura di Maria Giovanna Casanova e Nicola Ferrarese, immagini di Nicola Ferrarese


