Carpasio

Museo alla Resistenza

La storia di Carpasio si legge sulle lapidi d’ardesia e di marmo legate a memorie belliche, così come sulle porte ancora tinte d’azzurro, segreto segnale di amicizia e solidarietà verso i Partigiani. Un tempo le campagne di Carpasio erano colorate dalla lavanda, che costituì una ricchezza per il paese, tanto che i coltivatori di questa aromatica furono i primi in Italia a dare il via alla commercializzazione dell’essenza di lavanda. Ancora oggi il suo fresco profumo si spande per le vie del borgo, proveniente da terrazzi e aiuole. Dalla chiesa di Sant’Antonio spicca il campanile romanico che viene rassomigliato alla celebre torre di Pisa, poiché pende di un metro e sessanta centimetri. Tradizionale di Carpasio è anche il volo del “Balun vulante”, una mongolfiera di carta che fu fatta volare per la prima volta qui e che ancora viene lanciata nelle occasioni festive più importanti per il paese. Il comune (oggi Montalto Carpasio) ospita il museo della Resistenza.

Sebbene lorigine dellattuale abitato di Carpasio sia medievale, si ipotizza la presenza di un insediamento pre romano presso laltura di Rocca Castè, sovrastante il santuario di Nostra Signora di Ciazzima.

L’area immediatamente sopra al paese è protetta dal SIC (Sito dInteresse Comunitario) del Monte Carpasina per la biodiversità che conserva.

Fonte: LA TOPINA DELLA VALLE ARGENTINA Melania D’Alessandro

  • Claudio Cecchi a Carpasio
  • Claudio Cecchi a Carpasio
  • Federica Casale a Carpasio
  • Federico Nasi a Carpasio
  • Claudio Cecchi a Carpasio
  • Carpasio
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Testo a cura di Nicola Ferrarese, Melania D’Alessandro, immagini di Claudio Cecchi e Federica Casale

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