Oratorio di Sant'Anna

Dei giuspatroni Biagio

La Santa è patrona delle madri di famiglia, delle vedove, delle partorienti, è invocata nei parti difficili e contro la sterilità coniugale.
L’edificio è rettangolare, con profondo presbiterio ed aula stondata al centro. Di chiara ispirazione barocca, ha una ricca decorazione a stucco, mentre i quattro angoli di raccordo sono arrotondati e arricchiti da coppie di colonne in materia, tra le quali troviamo raffigurati i SS.Nazario e Celso, S.Agostino, S.Antonio e S.Rocco, di dimensioni superiori al vero. Il catino absidale è decorato con un affresco che rappresenta la Resurrezione. La facciata liscia era arricchita da un quadro ora scomparso, mentre la pala d’altare è oggi ricoverata nella chiesa parrocchiale.

Approfondimento

L’Oratorio di S.Anna sorgeva in origine in località Costa Ronsiglia, lungo la strada che da Maro Castello porta a Lucinasco, a Prelà e alla via Marenca. Ricostruito e ingrandito verso la metà del settecento, fu danneggiato dai francesi durante l’invasione del 1754. La borgata venne abbandonata e l’oratorio cadde in rovina. I giuspatroni Biagio Aicardi e suo figlio Antonio chiesero il permesso di costruire in altra posizione un oratorio dedicato a S.Anna. Ottenuta l’autorizzazione del vescovo, nel 1833 fu inaugurata la nuova cappella, dentro la quale nel 1845 vennero sepolti i giuspatroni.

Testo a cura di Gian Piero Martino, immagini di Corrado Agnese, Nicola Ferrarese.